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Febbraio 07, 2021

Farsi somministrare un vaccino anti Covid non è un gesto di solidarietà

In cosa consiste la vera solidarietà?

Ciao, sono Senta Depuydt.

Oggi vorrei richiamare la vostra attenzione sulla parola “solidarietà”. Quando guardo le notizie, vedo un impressionante numero di segnalazioni di danno da vaccino anti Covid, migliaia di medici che rifiutano il vaccino mentre governi e media continuano a far pressione sulle persone perché si vaccinino. Trovo che sia oltremodo tragico il fatto che gli operatori sanitari, quelli che sono in prima linea e che fanno veramente del loro meglio per “dare l’esempio”, come il dottor Gregory Michael, siano i primi a subire danni a causa del vaccino. Nemmeno i medici sono informati sui rischi che corrono a causa di quei “prodotti vaccinali” basati su una tecnologia genetica sperimentale che inietta materiale che può provocare reazioni gravi o addirittura la morte. È inaccettabile che così tante persone di buon cuore, che vogliono fare del bene, vengano facilmente manipolati ed utilizzati come cavie con la scusa della “solidarietà”.

Molti di loro sono disponibili a farsi somministrare un vaccino sperimentale perché viene detto loro che così potranno proteggere i pazienti o altre persone. “Se non te la senti di vaccinarti per te stesso, fallo almeno per gli altri”: questo è ciò che viene affermato. Lo trovo decisamente scorretto. Non ci sono assolutamente prove per poter sostenere che gli attuali vaccini anti Covid possano impedire la trasmissione della malattia ad altre persone.

Questo è stato chiaramente confermato alla riunione pubblica delle parti interessate dell’EMA tenuta per definire il lancio della campagna di vaccinazione anti Covid in Europa. Cito:

 “Un’altra cosa che non sappiamo è se o in che misura le persone vaccinate possono ancora essere infettive e trasmettere la malattia? È possibile che le persone vaccinate possano diffondere il virus senza ammalarsi. Certamente SPERIAMO che il vaccino aiuti anche in questo caso, ma ora semplicemente non lo sappiamo. Quindi, finché non ne sapremo di più, le misure di precauzione non devono essere allentate. Anche dopo la vaccinazione, si prega di continuare con le misure precauzionali”.

Se si accetta di farsi somministrare questo vaccino lo si fa per sé stessi o per prendere parte ad una sperimentazione clinica a livello mondiale. Si deve accettare il fatto che ci possa essere il rischio di subire un danno vaccinale e le conseguenze che questo potrebbe avere sulla propria famiglia. Forse questo vaccino aiuterà la società, forse no, forse sarà addirittura dannoso. Questo non lo sappiamo. È una decisione personale e necessita di ricevere informazioni complete prima di dare il proprio consenso.

Coloro che sostengono che attraverso questo vaccino si potranno proteggere gli altri, sono male informati oppure stanno mentendo. Chiunque vi obblighi a farvi vaccinare per mantenere il posto di lavoro o essere assunti in un negozio o anche solo per partecipare ad una attività, lo sta facendo sulla base di una falsa promessa. Dunque ciò che viene fatto passare come un’intenzione di “solidarietà” da parte di persone male informate, diventa una forma di discriminazione. E questo è semplicemente illegale.

Siamo persone di buon cuore, desideriamo aiutare gli altri, vogliamo metterci al servizio e proteggere le persone durante questa pandemia e ci sentiamo di esprimere “solidarietà” nei confronti del prossimo. Dobbiamo però innanzitutto chiederci quale sia il modo migliore per esprimere la nostra solidarietà senza essere manipolati da coloro che non mettono in pratica ciò che predicano.

Vi invitiamo a leggere alcuni dei nostri articoli su Tedros Mr. Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Avete notato che usa la parola solidarietà in tutti i suoi discorsi? Avete notato come parla sempre come un predicatore?

E che dire di lui? Ha iniziato la sua carriera in un’organizzazione terroristica marxista chiamata Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray il cui obiettivo principale era quello di prendere il potere e distruggere i loro “eterni nemici”, le tribù Omoro e Amhara. Ha prestato servizio sotto un governo che ha condotto politiche genocide per decenni, come hanno dimostrato molti rapporti di organizzazioni per i diritti umani. E il mese scorso, è stato accusato di crimini contro l’umanità da un vincitore del premio Nobel per la pace. Come può un uomo che subisce tali accuse essere ancora alla guida dell’OMS? Come può parlare di solidarietà?

E che dire dei miliardari, dei banchieri e dei politici che hanno fatto profitti da capogiro su questa crisi grazie alle misure di blocco? Solidarietà significherebbe che ci restituiscano questi soldi e che li dividiamo equamente con tutti coloro che sono stati costretti a chiudere la loro attività. Come spiega l’avvocato tedesco Reiner Fuellmich, queste persone sono obbligate a rendere conto. Ma abbiamo anche una responsabilità come consumatori o investitori.  Possiamo fermare questa disuguaglianza, e reindirizzare il nostro denaro per sostenere economie reali, locali e sane. (vedi i discorsi di Reiner Fuellmich e Catherine Austin Fitts nella serie Planet Lockdown).

Infine, che dire del concetto di “solidarietà” tra diverse generazioni?

What about the obligation to protect our children whose health, development and education and wellbeing is strongly impacted by the Covid measures?  Legally and morally, it is the responsibility of adults to protect the children. Not the other way. That is a reversal or rather a perversion of the notion of solidarity. Imposing harmful measures on children by asking them ‘solidarity for the elderly’ is simply abusive.  Children are not responsible for the health of adults and they are not responsible of the death of those who are already nearing the end of their life.

Che senso ha l’obbligo di imporre le misure di protezione sui nostri bambini la cui salute, sviluppo, educazione e benessere sono fortemente colpiti dalle restrizioni anti Covid? A livello legale e morale, è responsabilità degli adulti proteggere i bambini. Non il contrario. Imporre misure dannose ai bambini chiedendo loro “solidarietà verso gli anziani” è semplicemente un abuso.  I bambini non sono responsabili della salute degli adulti e non sono responsabili della morte di coloro che sono già vicini alla fine della loro vita.

Quando i bambini sono costretti a indossare mascherine per 6 ore al giorno o più e gli studi preliminari mostrano che il 68% soffre a causa di queste misure, dobbiamo chiedere DOVE È LA SOLIDARIETÀ?

Quando un bambino chiede a sua madre: “Mamma per quanto tempo dovrò continuare a indossare la mascherina? Perché se è troppo a lungo preferirei morire al più presto”, allora abbiamo un serio problema di “solidarietà”. Almeno io ce l’ho.

Probabilmente voi avrete un’opinione diversa e questo è vostro diritto. L’importante è che seguiate il vostro cuore e chiediate a voi stessi: guardando ai fatti, come posso aiutare gli altri e al contempo rispettare me stesso? È un’opportunità per liberarci della pressione sociale. Spero che possiate trovare informazioni utili grazie alle nostre news e se vorrete condividere la vostra personale esperienza di solidarietà saremo lieti di pubblicarla nella prossima lettera.

“Con solidarietà”.

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