Omaggio a Serge Rader, una bocca grande con un cuore d’oro

È con grande tristezza che ho appreso della dipartita di Serge Rader, uno dei più grandi critici della mafia farmaceutica francese e un instancabile difensore della libertà vaccinale.

Serge ha avuto una brillante carriera come farmacista. Con tre farmacie nel quartiere degli Champs-Elysées, conosceva l’intero jet set parigino… e tutte le sue malattie. Attori, presidenti, nobili, star della TV… Serge conosceva tutti. Il suo successo lo aveva portato a diventare presidente dell’Ordine dei Farmacisti, e nulla sembrava turbare questo piacevole quadro. Ma mentre si avvicinava alla pensione, a seguito di un incidente che coinvolgeva la vaccinazione di un membro della famiglia, Serge iniziò a mettere in dubbio l’utilità e la sicurezza dei prodotti che aveva venduto a migliaia: i vaccini.

Questo è stato l’inizio di un’intensa attività di whistleblowing, e di una ricerca approfondita sui temi della vaccinazione. Con la ‘bocca grossa’ tipica delle sue origini italiane, Serge ha fatto sentire la sua voce come nessun altro in tema di sicurezza dei vaccini. E’ diventato il principale rompiscatole per tutte le autorità sanitarie.

Ho incontrato Serge a Bruxelles, nel febbraio 2017, quando abbiamo cercato di organizzare un evento sulla sicurezza dei vaccini al Parlamento europeo. Abbiamo invitato il professor Luc Montagnier e programmato la proiezione del film “Vaxxed, dall’insabbiamento alla catastrofe” per aprire il dibattito sull’influenza dei laboratori e sulla manipolazione degli studi sulla sicurezza dei vaccini pubblicati su riviste scientifiche. Era poco prima delle elezioni, e sapevamo che la questione dei vaccini sarebbe stata sul tavolo del nuovo governo. Ma l’argomento era davvero troppo scottante, e il mondo intero si è scatenato per impedire che si svolgesse il dibattito, che alla fine è stato spostato in una sala privata. Serge è stato uno degli uomini coraggiosi venuti dalla Francia per difendere la causa. Il film, e il suo incontro con Andy (il dr Andrew Wakefield, NdT) lo avevano commosso molto e nonostante il suo inglese stentato, era riuscito a comunicargli tutta la sua ammirazione. I due si adoravano.

Serge ha combattuto contro l’estensione dei requisiti di vaccinazione come nessun altro, con forza, passione e umorismo. Era stato un pugile da giovane, e gli piaceva condividere i suoi consigli sull’arte del combattimento: “Vedi, Senta, se qualcuno cerca di toglierti il microfono di mano, devi alzare il gomito, non lasciare che la tua guardia si abbassi”. Risi e gli dissi che, date le nostre differenze di sesso e taglia, preferivo usare altri approcci per disarmare i miei avversari.

Amava fare storie e spogliare gli imperatori. Non era sempre sottile, faceva infuriare molte persone, ma in realtà era buono con tutti. Ricordo che si finse giornalista per denunciare pubblicamente, davanti alla stampa, le azioni del ministro della Salute Agnès Buzyn, durante una conferenza stampa in cui annunciava le nuove prescrizioni vaccinali.

Serge era pronto a tutto per proteggere i bambini. Ha cercato prove, arrivando persino a fare analisi indipendenti su molti vaccini pediatrici. Ha pubblicato i risultati, ha interrogato l’ANSM e le autorità sanitarie e li ha portati in tribunale. Tutto era insabbiato: autismo, alluminio, nanoparticelle, test di qualità e tossicità.

Era impressionante nella sua conoscenza dei dati, era intoccabile sulla composizione dei vaccini, le statistiche sui danni dei vaccini, l’enormità dei soldi spesi inutilmente e il clientelismo di Big Pharma. Era su tutti i media gratuiti, in tv, in radio, sui magazine, era ovunque e alcuni suoi interventi sui social hanno superato il milione di visualizzazioni.

Dall’inizio della pandemia, Serge aveva denunciato gli abusi e le bugie del ‘coronacircus’ su molte piattaforme. Aveva anche avviato un’indagine sui brevetti francesi dei virus SARS-COV1 e SARS-COV2, sul coinvolgimento dei ricercatori dell’Istituto Pasteur nella ricerca Gain of Function e sui collegamenti dell’INSERM con i laboratori di Wuhan.

Non farò speculazioni sulla causa della sua morte. Noto che quest’anno un gran numero di persone che si sono espresse contro gli abusi del governo nella “risposta pandemica” sono morte.

Qualunque sia la causa della loro morte, sembra che nel profondo dei loro cuori generosi potrebbero non essere stati in grado di sopportare il fatto che tutto ciò che hanno cercato di impedire stesse avvenendo davanti ai nostri occhi. Piuttosto che soccombere alla paura o alla rabbia, desidero ricordare che è stato soprattutto un incredibile amore per la vita ad alimentare la loro fiamma.

Grazie amico mio per tutto quello che ci hai dato. Grazie per il tuo spirito, le tue battute e per i 400 giri che abbiamo fatto insieme… pensando a te non posso che sorridere.

La tua amica Senta

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