Italia: Primo Paese In Europa Ad Inserire L’Obbligo Di Vaccinazione Anti Covid19 Per Tutto Il Personale Sanitario

DECRETO LEGGE N.44 DEL 1 APRILE 2021

In Italia il 1° aprile 2021 è entrato in vigore un Decreto Legge che rende la vaccinazione anti Covid19 requisito essenziale per l’esercizio della professione sanitaria e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative in tutte le strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali. Un obbligo che è stato introdotto con un decreto legge (quindi con procedura d’urgenza,  in vigore da subito nel Paese, dopo di che il Parlamento italiano avrà 60 giorni di tempo per convertirlo in una legge ordinaria dello Stato) e preannunciato, come già successo nel 2017 con l’estensione del numero di vaccinazioni obbligatorie pediatriche, da alcune notizie veicolate dai media in modo mirato per giustificare agli occhi dell’opinione pubblica un provvedimento che fa da apripista sull’obbligatorietà del vaccino covid19 per tutto il mondo. Da qualche giorno infatti erano apparse sui giornali notizie di focolai in strutture per anziani e ospedali pubblici del territorio dovute, secondo gli autori degli articoli, ad alcuni lavoratori che avevano rifiutato la vaccinazione fortemente raccomandata dallo Stato.  Si è scoperto successivamente che i dirigenti delle aziende sanitarie locali avevano smentito che fosse quella la causa scatenante del contagio, specificando che essendo la vaccinazione facoltativa i datori di lavoro non erano a conoscenza dello stato vaccinale dei propri dipendenti. Sfruttando però questo clamore mediatico, con alcuni articoli molto duri sull’impossibilità morale di un medico di rifiutare un vaccino, è stato prima depositato un disegno di legge da parte del partito politico Forza Italia per introdurre la vaccinazione obbligatoria ai lavoratori della sanità e, successivamente, per accorciare i tempi di approvazione ed entrata in vigore, il Governo Draghi è intervenuto emanando un decreto legge evitando così i tempi piuttosto lunghi di approvazione di un disegno di legge tipici della burocrazia italiana. Di fatto, in pochi giorni, una proposta mossa da alcuni esponenti politici che non avevano neppure verificato la fonte degli articoli di giornale, si è trasformata in una legge vigente e che sta già vedendo le Regioni (che in Italia hanno una certa autonomia in campo sanitario) cominciare a eseguire quanto previsto dal decreto per accertare l’avvenuta vaccinazione di tutti i lavoratori e professionisti del campo sanitario. Nel decreto sono stati inseriti non solo i medici che lavorano negli ospedali ma moltissime altre categorie di lavoratori come, ad esempio, chi lavora nelle case di riposo, veterinari, psicologi, infermieri, fisioterapisti e farmacisti. Sono quindi di fatto alcuni milioni i cittadini colpiti da questo obbligo.

La sanzione prevista dal Decreto in vigore è la sospensione dall’albo professionale (con impossibilità quindi di esercitare la propria professione) e lo spostamento a mansioni senza contatti interpersonali fino ad arrivare al demansionamento (con conseguente decurtazione dello stipendio) per i lavoratori dipendenti. Qualora non sia possibile trovare una mansione alternativa che non preveda contatti interpersonali, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore, con conseguente blocco dello stipendio, fino ad avvenuta vaccinazione, o a un termine massimo del 31 dicembre 2021. I tempi per arrivare alla sospensione lavorativa sono molto ristretti e nel testo del decreto non è previsto alcun colloquio informativo o spazio di dialogo fra il medico dell’azienda sanitaria che verifica l’adempimento dell’obbligo e il lavoratore in modo da raggiungere una vaccinazione consapevole e spontanea. Sui giornali italiani sono apparse le prime stime di quante persone potrebbero essere sospese, si parla di una percentuale che va dal 20% al 25%, il che comporterebbe evidentemente seri problemi di garanzia dei servizi essenziali sia in ambito sanitario che sociosanitario. Al momento nessun partito politico italiano ha espresso contrarietà a questo decreto legge, considerando che il Governo Draghi è sostenuto dalla quasi totalità dei partiti politici italiani e che neanche i partiti di opposizione hanno espresso contrarietà tutto lascia presagire che ci saranno poche modifiche al testo in fase di conversione in legge. Da sottolineare anche il totale silenzio dei sindacati dei lavoratori che, anzi, molto spesso in Italia avevano chiesto la vaccinazione obbligatoria per i lavoratori al fine di poter eliminare al più presto le limitazioni imposte ai cittadini da scelte politiche e non sanitarie ormai da oltre un anno che hanno portato a un calo dei consumi molto forte con conseguenze anche sull’occupazione. 

Entro fine maggio il decreto legge dovrà essere convertito, seguiremo i passi che verranno fatti al Senato sperando che l’ingiustizia di questo decreto venga cancellata durante la conversione dal Parlamento. La situazione in Italia è molto critica perché, con in atto una crisi economica e sociale molto forte, i cittadini si sono ritrovati a fronteggiare un obbligo con ricatto per una vaccinazione sulla quale i dubbi restano molto forti sia sulla sicurezza che sull’efficacia. 

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