“Ingiunzione preliminare depositata per fermare le autorizzazioni di emergenza dei vaccini Covid in quanto sono disponibili trattamenti efficaci e precoci” (Belgio)

Poiché è dimostrato che Pfizer ha ha saltato i test critici e ha preso scorciatoie sugli standard di qualità nella fretta di autorizzare l’utilizzo del vaccino Pfizer COVID,i lavoratori sono ancora costretti a subire una procedura medica contro la loro volontà .

a fianco centinaia di cittadini da tutta Europa intervengno nell’azione italiana per annullare la licenza UE per i prodotti medici sperimentali, un procedimento sommario di un medico e di un’infermiera in Belgio chiede l’immediata sospensione della vaccinazione illegale contro il Covid19 e il rispetto senza ostacoli e senza restrizioni della libertà terapeutica, nonché dei diritti dei pazienti e del principio primum non nocere (prima cosa, non nuocere).

La denuncia che coinvolge lo Stato belga (SPF Public Health), il FAMHP (Agenzia federale per i medicinali e i prodotti sanitari), l’Unione Europea e l’Associazione dei medici dei medici è stata presentata da:

– un medico che è stato dimesso da una rete ospedaliera per due motivi: non ha voluto farsi vaccinare con i vaccini sperimentali Covid19 in Fase III (non obbligatori, in linea di principio) in ottemperanza al Codice di Norimberga che vieta ogni sperimentazione medica senza il consenso dell’individuo e, in secondo luogo, perché ha chiesto che tutto il personale ospedaliero fosse informato sui rischi di effetti collaterali di questi vaccini Covid19.
– un’infermiera che è stata minacciata con la perdita del suo lavoro di insegnante e della sua licenza di infermiera se avesse continuato a diffondere informazioni a pazienti, studenti e pubblico, in contraddizione con le misure anti Corona del Governo, nonostante gli obblighi legali di fornire informazioni ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 21 agosto 2002 sui diritti dei malati.

Attraverso questo caso, e come professionisti della salute, entrambi desiderano:
– difendere la libertà di espressione e la libertà terapeutica,
– far valere il diritto del professionista sanitario di assumere l’obbligo giuridico e deontologico di rispettare i diritti dei pazienti (artt 7 e 8 legge 22 agosto 2002),
– dichiarare illegittima ogni violazione della libertà di espressione dell’operatore sanitario in relazione al COVID19 ed in generale nell’esercizio della sua professione,
– dichiarare illegittima ogni violazione della libertà terapeutica dell’operatore sanitario,
– fermare ogni ostacolo alla cura e alla cura contro il Covid19 con la riabilitazione dell’educazione del paziente (informazione sanitaria, preventiva e curativa (es. articolo sulla vitamina D))
– infine, consentire ai medici di prescrivere eventuali trattamenti preventivi e/o curativi
(ad esempio HCQ + AZ, Ivermectin, …)
– dichiarare illegittima la decisione del 23 gennaio 2021 che chiede all’ associazione medica dei sanitari in Belgio di convincere i pazienti alla vaccinazione sotto pena di perseguimenti deontologici senza rispettare i diritti dei pazienti poiché l’ordine dei medici esorta i medici a convincere tutti i loro pazienti a farsi vaccinare comunque: sospendere con urgenza, in attesa della giudizio nel merito, la vendita di vaccini sperimentali Covid19 in fase III, illegale quando esiste una cura.

Il procedimento sommario si riferiva alle cure disponibili, sia preventive che curative. Oltre all’annuncio della pubblicazione scientifica del Prof. Didier Raoult il 27 maggio sull’idrossiclorochina + azitromicina, la Corte Suprema in India (contro il parere dell’OMS) ha appena autorizzato l’ivermectina, così come l’Argentina, con risultati a beneficio dei pazienti e operatori sanitari, per citarne solo alcuni.

Philipp Van Langendonck , l’avvocato che rappresenta i due operatori sanitari ha dichiarato: “I vaccini sperimentali Covid19 negli studi clinici di Fase III non possono essere venduti dove esiste un trattamento”

“Ciò significa che tutte le decisioni attuative della Commissione Europea relative al rilascio delle autorizzazioni condizionali all’immissione in commercio dei medicinali per uso umano “Vaccino COVID-19″ sono divenute nulle dalla scomparsa, il 27 maggio 2021, della condizione di assenza di trattamento, di cui all’articolo 4, lettera c del regolamento (CE) n. 507/2006 della Commissione, del 29 marzo 2006, relativo all’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio dei vaccini covid-19 che rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e che la vendita di questi vaccini sperimentali nella fase III delle sperimentazioni cliniche è (diventata) illegale”.

Dal marzo 2020 il diritto alle cure e a essere curati è stato leso, in violazione del principio primum non nocere , le decisioni politiche hanno cortocircuitato la normale pratica della medicina e la fornitura di cure mediche ai pazienti da parte di medici e infermieri, tra gli altri.

Il 18 giugno il caso verrà presentato al tribunale amministrativo belga.

 

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