Denunciati i whistleblower… Il consigliere di stato per la salute che perseguita gli ‘anti-pass’ e gli ‘anti-vaccini’ è lui stesso vaccinato? (Svizzera)

In una recente dichiarazione, Mauro Poggia, consigliere di Stato incaricato della salute in Svizzera, ha esortato i clienti degli stabilimenti che non richiedono il certificato Covid a denunciarli. “Le persone che si prendono la briga di ottenere la tessera sanitaria dovrebbero diventare esse stesse parte delle misure generali di controllo”. Questo sarebbe “un dovere civico”, ha aggiunto, con parole che sembrano riportarci ai tempi della collaborazione.

Non è la prima volta che il signor Poggia cerca di imporre politiche di discriminazione attiva, dato che ha proposto di negare alle persone non vaccinate una parte delle spese mediche in caso di ricovero in ospedale in seguito al Covid 19.

Allo stesso modo, in agosto, ha chiesto una doppia pena per gli assistenti non vaccinati che rifiutano di sottoporsi ai test obbligatori per andare al lavoro.

Di fronte a queste nuove minacce alla privacy dei cittadini svizzeri e all’imposizione di un certificato Covid che la maggioranza della popolazione sembra pronta a rifiutare nel referendum del 28 novembre, gli “informatori anonimi” di un ospedale ginevrino sono decisi a ripagarlo con la stessa moneta mettendo in dubbio la sua stessa vaccinazione condividendo una foto che, al 23 ottobre, sembrava indicare uno stato vaccinale che era… ancora vuoto!

Senza poter garantire l’autenticità assoluta dell’ informazioni secondo la quale il signor Poggia non è vaccinato, la diffusione di questa immagine è indicativa della rabbia e della diffidenza crescente che suscitano le sue dichiarazioni estreme. Per molti, la domanda ora è se le parole pronunciate da quest’uomo onnipotente si riflettono anche nelle sue azioni. Dopo tutto, non è legittimo che coloro che si ergono a inquisitori e si sforzano di trasformare i dati sanitari privati in uno strumento di controllo pubblico siano loro stessi i primi ad essere sottoposti alla questione al giudizio del popolo?

Sarebbe un brutto scherzo nascondersi dietro il “diritto al segreto medico”. L’argomento di un errore nei registri non sarebbe convincente neanche in questo caso.

Pur difendendo ardentemente l’importanza della scelta libera e informata, se si scopre che il signor Poggia non ha ancora ricevuto 2 o 3 dosi, c’è da preoccuparsi.

O non si fida dei cosiddetti vaccini Covid.

Questo è comprensibile dato lo sfortunato esempio del governatore della California Newson che, dopo aver insistito nel forzare la vaccinazione sui bambini, sembra aver sofferto lui stesso di una grave reazione post-vaccinazione.

O c’è un doppio standard per molte élite…

Che dire di altri esperti e funzionari governativi che approvano l’arsenale messo in campo per vaccinare a tutti i costi?

Dietro un’aria di urgenza e di rigore morale, ricordiamo che il signor Poggia e i suoi colleghi sono già stati colti in flagrante violazione delle regole che intende imporre. Per esempio, non hanno esitato a fare una gita ricreativa sul monte Rigi, stipati come sardine, senza che nessuno indossasse la minima maschera, o rispettasse la distanza sociale, come mostra questa foto scattata nel treno di montagna.

O è “trattenuto” da documenti che non conosciamo?

Mauro Poggia appare anche nella lista delle persone nei Panama Papers, associato ad una società offshore nelle Isole Vergini Britanniche dal 2005 al 2014, quando era già membro del Consiglio di Stato di Ginevra. Interrogato su questa sorprendente rivelazione, Poggia ha negato di aver svolto qualsiasi tipo di attività illegale.

In ogni caso, è necessario fare luce su questi temi, perché in un momento in cui la Svizzera si prepara a votare il passaggio sulla salute, è necessario capire “quale opera stiamo recitando”.

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